L'edilizia Santagiustese

La tipica casa santagiustese mostra una singolare variante della casa campidanese, tipologia edilizia diffusa in tutta la pianura del Campidano, riscontrabile anche nel vicino centro lagunare di Cabras.
Le abitazioni, prevalentemente a pian terreno, si affacciano direttamene sulle strade in una sequenza ordinata e apparentemente monotona, ma ritmata in realtà dall’alternarsi delle aperture: porte, finestre, portali. Questi ultimi, a differenza del Campidano meridionale dove predomina la corte antistante, introducono mediante un camminamento carraio laterale alla casa, alla corte e ad i suoi locali annessi.

Tipica casa Santagiustese Particolari di basamenti in diversi materiale: pietrame misto Particolari di basamenti in diversi materiale: mattoni cotti Particolari di basamenti in diversi materiale: mattoni cotti Particolari di basamenti in diversi materiale: pietrame misto

Il  basamento con i suoi 60-100 cm d’altezza,  veniva realizzato con un materiale diverso dal ladiri e dipendeva dal tipo di roccia o di pietrame presente nelle varie zone del Campidano. In particolare tutti i muri in elevazione erano raccordati a delle fondazioni realizzate a secco con ciottoli di fiume di dimensioni consistenti, legati tra loro per mezzo di malta argillosa.
Il passaggio dalla fondazione in pietra al muro in mattone crudo era scandito da un ricorso in mattoni cotti affiancati e disposti col lato maggiore secondo la lunghezza della muratura o in alternativa da un ricorso o zoccolo di pietrame misto. Talvolta tale zoccolo di pietrame misto era utilizzato con lo scopo di rendere più uniforme la parte bassa della muratura che altrimenti sarebbe rimasta irregolare.

Particolari di basamenti in diversi materiale: mattoni cotti Particolare dei piedritti in cotto

Il muro veniva realizzato con l'impiego di mattoni crudi, disposti a ricorsi successivi in modo tale che i giunti tra blocco e blocco di un ricorso risultassero sfalsati rispetto a quelli del ricorso successivo e precedente; questo è un accorgimento ancora usato per la costruzione di murature in mattoni che garantisce il comportamento unitario della muratura. I mattoni venivano collegati tra loro per mezzo di malta di argilla, mentre gli intonaci venivano realizzati con malta di argilla a cui veniva interposta paglia di fieno allo scopo di ottenere un miglior collegamento. Nonostante l’impiego di tali materiali, le maestranze sarde avevano capito il principio della muratura monolitica e pertanto utilizzavano esclusivamente da materiali tra loro omogenei.

Il problema dell’illuminazione e dell’areazione degli ambienti interni veniva risolto con l'apertura di piccole luci che costituivano il vano finestra, il quale veniva costruito con l'ausilio di architravi realizzati con tronchi di ginepro o di altre essenze resistenti; su di essi riprendeva poi la normale muratura in mattoni crudi. Nonostante queste irrisorie aperture, i locali venivano illuminati a sufficienza: questo perché la muratura laterale, che delimitava il vano finestra, veniva inclinata verso l’interno in modo da permettere una maggiore penetrazione della luce e una maggiore apertura dell’infisso. Le aperture di grande luce venivano invece risolte con piattabande o archi. Quando le condizioni economiche dei proprietari della casa lo permettevano, nel mezzo dell'apparecchio murario in mattone crudo veniva usato il mattone cotto per realizzare le parti più sollecitate della muratura quali cantonali, piedritti, archi e piattabande. Si introduceva così un grave motivo di discontinuità nella muratura a causa delle differenti caratteristiche tecniche (resistenza, coefficiente di dilatazione, ecc.) esistenti tra i due tipi di mattoni; infatti partendo dalle lesioni che puntualmente si verificavano in questi punti di discontinuità gli agenti atmosferici intraprendevano la loro opera disgregatrice dell'edifici.

Copertura delle abitazioni tipiche Orditura delle abitazioni

Nella definizione della tipologia edilizia santagiustese è rara la casistica di case sopraelevate chiamate solleiadas, in cui dunque è presente il solaio intermedio. Inoltre non si è riscontrato alcun caso di solaio a volta in pietra o in laterizio cotto, presenti a Oristano e andando verso il nord. Tutti i solai intermedi infatti, realizzati con legname reperibile in zona, sono costituiti da tronchi in ginepro opportunamente distanziati, aventi funzione portante, e da un tavolato gravante su di essi avente funzione di pavimento. Solamente verso la metà del XX secolo si sono realizzati, per coprire strutture murarie in ladiri, solai in cemento armato misto con laterizi e travetti prefabbricati; ma si tratta ovviamente di una struttura di tipo ibrido che non ha niente a che spartire con la tipologia edilizia tipica di Santa Giusta.

La copertura dell’edificio era essenzialmente costituito da una grossa orditura formata da tronchi di legno di essenza dura disposti ad intervalli di circa tre metri e diretti secondo il lato maggiore del locale da coprire, incassati nella muratura la quale ha andamento inclinato per conformare il doppio spiovente; poggiata su questa era disposta una piccola orditura in travicelli lignei, l’incannicciata ed infine il manto di copertura con coppi alla sarda semplicemente poggiati o collegati all’incannicciata con malta di argilla e paglia. Nel primo caso le tegole venivano tenute da piccoli cavallini in terracotta posti a guisa di acroteri sul tetto. Tale tipologia di copertura era chiamata  a schina de burriccu, ossia a schiena d’asino. Il colmo del tetto è quasi sempre realizzato grazie ad un semplice tronco di ginepro o da tronchi di altra essenza dura.

Particolari di serramenti lignei Particolari di serramenti lignei Particolari di serramenti lignei

Particolari di serramenti lignei Particolari di serramenti lignei Particolari di serramenti lignei

serramenti hanno un ruolo molto importante nella definizione della tipologia estetica di qualsiasi forma di "architettura minore". Questa importanza è ancor più accentuata nella casa rurale campidanese che, per quanto è risaputo è molto sobria e senza alcun arricchimento estetico e formale. Sono tutti realizzati con tavole ben stagionate di legno massiccio, non molto lavorate, e con essenze piuttosto resistenti e durature (noce, castagno, ecc.), attualmente molto costose, ma che prima erano facilmente reperibili nel mercato sardo. Spesso dal serramento sì riusciva a cogliere il livello economico della famiglia che abitava in una certa casa. Infatti un passo carrabile chiuso con una ecca (cancello in legno realizzato con stecche di ginepro o di olivastro) denotava che per, mezzo di esso si accedeva ad una casa di gente in condizioni economiche piuttosto misere. Al contrario un bel portone con doghe in legno pregiato e tanto di iniziali scolpite sulla chiave dell'arco de su pottabi, applicate in legno sullo stesso portone, facevano capire inequivocabilmente che per mezzo di esso si accedesse a sa prazza e alla casa di qualche persona in condizioni economiche piuttosto agiate.

Particolari di serramenti lignei Particolari di serramenti lignei Particolari di serramenti lignei

La vera particolarità della casa santagiustese risiedeva nell’ intonaco interno ed esterno che ricopriva la muratura: infatti negli anni venti e trenta la malaria mieteva vittime nel paese e gli abitanti, per difendersi dalle punture di zanzara, evitavano l’intonaco bianco che le avrebbe attirate ed utilizzavano tinte chiare pastello. La pavimentazione era molto rara nelle abitazioni ed era sinonimo di benessere economico; non tutte le famiglie potevano permettersi le mattonelle in cemento decorate, pertanto la tecnica di pavimentazione più diffusa si risolveva semplicemente in un battuto di terra.

fonte: Comune di Santa Giusta

http://www.comune.santagiusta.or.it