Guspini


GuspiniIl territorio di Guspini occupa l'estremità settentrionale della provincia del Medio Campidano. Con un estensione di 174 km quadrati - dai confini con l’oristanese ai rilievi metalliferi dell’Iglesiente, dalla pianura del Campidano allo stagno di Santa Maria di Neapolis - e un'altitudine che varia da 0 a 750 mt s.l.m, il territorio di Guspini vanta un ambiente molto vario e ricco di tratti caratteristici.

Guspini offre inoltre importanti testimonianze della sua storia attraverso i monumenti e i numerosi siti di interesse archeologico. Il più antico segnale di antropizzazione del territorio guspinese è costituito dai due menhir innalzati su un terreno pianeggiante a poca distanza dalla chiesetta campestre di sant’Isidoro (lungo la SS 126, km 95). Risalgono a circa 8000 anni fa e rappresentano rispettivamente la Dea Madre e il Dio Toro. Sono presenti inoltre monumenti risalenti al periodo nuragico, come i nuraghi "Melas", "Saurecci", "Brunku e s’Orku", il pozzo sacro “sa mitza de Nieddinu”; a questi vanno aggiunti il cerchio megalitico di “su corrazzu de is pillonis” e una domus de janas  presumibilmente riferibili al periodo fra il III e il II secolo a.c.

Nei pressi dell’area lacustre degli stagni di San Giovanni e Santa Maria Nabui, lungo la strada che conduce a Sant’Antonio Santadi, è presente invece un importante insediamento riconducibile alle culture romana e punica : si tratta dell’antica città fenicio-punica di "Neapolis" (oggetto da qualche anno di scavi archeologici curati dall’università degli studi di Sassari). Nel periodo dell'occupazione romana venne attrezzata con numerose opere tra cui le Grandi Terme, cisterne e strade, prima di essere definitivamente abbandonata tra il VII e l’VIII sec. Di epoca romana anche alcune fonti come “sa mitza de s’abiu” lungo la strada che conduce a Neapolis e la “mitza di santa maria” nel centro urbano di Guspini.

Il centro abitato di Guspini presenta esempi di architetture riconducibili ai diversi periodi storici, appartenenti all’ambito dell'edilizia privata, a quello degli edifici di culto e a quello relativo all’ambiente minerario.

Guspini - Chiesa Parrocchiale San Nicolò di MiraL’architettura predominante nelle antiche abitazioni private è quella tipica campidanese, nella cui costruzione si ritrovano i materiali e le tecniche costruttive caratteristiche della zona: mattoni in terra cruda (ladìri), travi in ginepro, muri in pietra locale. La struttura è quella a corte con portale di ingresso ad arco.

Per quanto riguarda gli edifici di culto, è di particolare rilevanza la chiesa di Santa Maria di Malta, il cui primo impianto risale probabilmente all’XI-XII secolo, realizzato in stile romanico-pisano. Nel corso dei secoli l’edificio è stato ampliato ed al primo impianto romanico si sovrappose il cinquecentesco stile gotico-aragonese. La chiesa attualmente presenta tre navate con dieci arcate e abside semicircolare. Al XVII secolo risale la chiesa parrocchiale di San Nicolò di Mira, il cui impianto iniziale, con pianta a croce latina ed unica navata, fu modificato nel corso dei secoli. La facciata, preceduta da un’ampia scalinata, è in stile gotico-aragonese arricchita da un rosone in pietra.

Le società minerarie che dalla metà dell’ottocento hanno operato nel territorio di Guspini hanno edificato numerosi edifici di tipo industriale-produttivo ma anche abitativo: le case dei minatori presentano diverse architetture a seconda del nucleo familiare che vi veniva ospitato e del livello gerarchico occupato all’interno della struttura produttiva. Anche i pozzi estrattivi esprimono una loro architettura di rilievo: inizialmente la struttura veniva solitamente “rivestita” con opere murarie che richiamavano gli stili architettonici più in voga (si veda la struttura liberty del pozzo San Giovanni o le merlature e bifore gotiche del pozzo Sant’Antonio).

A partire dagli anni quaranta i pozzi vennero costruiti lasciando a vista la struttura in cemento armato (ne è un esempio il Pozzo Sartori, con i suoi 32 metri di castello).